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Le passeggiate nei dintorni di Firenzuola

Anello di Moscheta

Lunghezza itinerario principale: 11,8 km
Segnatura: bianco-rosso
Dislivello in salita: 370 m
Tempo medio di percorrenza: 5,30 ore
Grado di difficoltà: impegnativo

Itinerario: Moscheta - Isola - Isolina - Serra - Cicuta - Giogarello - Val d'Inferno - Moscheta

Itinerario ad anello lungo e relativamente impegnativo, di grande interesse paesaggistico e naturalistico. Offre grandi vedute sulle valli dell'Inferno e del Rovigo e la possibilità di osservare numerosi animali selvatici.
Sono possibili varie alternative utilizzando i numerosi sentieri del CAI. L'itinerario descritto e sicuramente quello paesaggisticamente più interessante.
I segnali dell'itinerario sono quelli del CAI (bianco-rossi).

Partendo dalla Badia di Moscheta si lascia l'edificio principale sulla destra e si segue per un breve tratto la vecchia strada per Giogarello. Poco dopo si prende sulla destra il sentiero che attraversa i boschi di conifere ed i prati retrostanti la Badia. II sentiero, che passa lungo una vecchia strada, conduce, costeggiando il Fosso del Vacchile, fino alle case di Isola e successivamente di Isolina. In questo tratto è possibile ammirare enormi ceppaie di castagni ed un esemplare di castagno davvero monumentale.
II sentiero in leggera salita porta fino alla Fonte dei Fossati. Da qui ènecessario continuare a sinistra lungo la strada forestale in ripida salita, fino al piccolo rifugio della Serra. Dal rifugio, da cui si gode di una meravigliosa vista sulla alta valle del Rovigo, si prende per un brevissimo tratto la strada che scende verso il torrente stesso, e, dopo pochi metri, si gira a sinistra seguendo i segni CAI (bianco-rossi).
Da qui parte un piccolo viottolo nel bosco che, tutto a mezza costa, segue la valle del Rovigo, toccando i ruderi di Capanno Vecchio, Cicuta di sopra, Cicuta di sotto e offrendo a tratti splendidi e ampi scorci sulla sottostante vallata. II sentiero porta fino al borgo di Giogarello, recentemente ristrutturato.
Dal Giogarello si prosegue tra le case ed il bosco di abeti e si scende lungo un campo, dove spesso viene ancora realizzata una carbonaia tradizionale, e poi attraverso il bosco. Sulla destra del bosco si possono vedere le aperture nell'arenaria dette 'la buca delle fate' dove, durante la seconda guerra mondiale, si rifugiarono molte famiglie. Si continua fino ad incontrare le case di Cà Nova. Dopo alcuni metri dalle case e consigliabile deviare a destra in corrispondenza di una indicazione 'Cima Rivabianca'. Dal piccolo crinale si gode di una veduta davvero unica, sia sulla valle del Rovigo che dell'Inferno. Si continua poi a scendere lungo il castagneto da frutto, incontrando numerosi seccatoi per le castagne, fino ad arrivare al sentiero principale della valle dell'Inferno. Si gira a sinistra e si percorre quest'ultima fino al Mulino, in prossimità del ponte, dove si incontra la strada asfaltata; girando a sinistra in breve tempo si raggiunge la Badia di Moscheta.

Fonte: Cartoguida dei sentieri di Firenzuola


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